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29/08/2020  Gianni Bertotto

 



Apprendiamo con tristezza e sconforto la scomparsa di Gianni Bertotto, figura storica e punto di riferimento non solo del bridge nazionale ma anche di quello europeo e mondiale. Lo ricordiamo con le parole tratte dal sito federale e con un ricordo del Presidente WBF Gianarrigo Rona.

Siamo sconvolti. Quest’atroce, spietato 2020 ci trafigge ancora, e dritto al cuore. Abbiamo appena appreso dell’improvvisa scomparsa di Gianni Bertotto. La famiglia del Bridge, di cui Gianni era un pilastro, è dilaniata. In queste ore, i messaggi e le telefonate si intrecciano, centinaia di persone incredule e smarrite cercano conforto reciproco. Persone di tutte le età: in oltre mezzo secolo Gianni ha dato il benvenuto nel mondo del nostro sport a tante generazioni di tesserati.
Il Presidente FIGB Francesco Ferlazzo Natoli ha dichiarato: “Con la scomparsa di Gianni Bertotto tutti noi perdiamo un uomo intelligente, retto, ironico, estremamente generoso. La Federazione perde non soltanto uno dei più preziosi e competenti collaboratori degli ultimi decenni, ma certamente anche uno degli ultimi depositari della memoria storica della Federazione e del Bridge italiano”.
“Ci conoscevamo da tanto tempo, ma da quando abbiamo iniziato a lavorare insieme ho imparato a conoscerlo veramente. Non so cosa avrei potuto fare in questi tre anni senza il suo supporto: tra di noi si è creata una stima reciproca e una collaborazione spontanea che mi ha permesso di superare mille ostacoli. Da ora in avanti senza di lui sarà tutto più difficile. Vorrei mandargli un abbraccio affettuoso, quello che non ho potuto dargli di persona” ha dichiarato Patrizia Azzoni, Presidente del Settore Insegnamento della Federazione Italiana Gioco Bridge.
Nei suoi 50 anni di vita federale, Gianni ha letteralmente costruito il Settore Allievi, dai campus di ragazzi del Bridge a Scuola, alla Scuola Bridge, ai Campionati, collaborando inoltre contemporaneamente con la Federazione Mondiale e la Lega Europea di Bridge nelle più importanti manifestazioni internazionali. Era sinonimo di efficienza. Durante i tornei e i Campionati, lavorava nell’organizzazione giorno e notte, senza fermarsi nemmeno per pranzare. Aveva in mente solo l’obiettivo: la buona riuscita degli eventi. Era un leader, nel miglior senso della parola. Per lui non esistevano limiti d’orario, né di ruolo: ciascuno doveva fare quello di cui c’era bisogno. Senza mai risparmiarsi, si rimboccava le maniche e senza tentennamento scendeva i gradini della piramide gerarchica per aiutare tutti i settori. Trasmetteva la stessa determinazione al suo staff. Conquistava la stima e la simpatia di tutti, e gli si perdonavano i modi a volte un po’ burberi. Del resto, aveva conosciuto molti di noi quando eravamo ragazzini… ed era inevitabile che continuasse a trattarci come tali! Per il Bridge ha fatto davvero di tutto, fino al gesto più altruistico in assoluto: trasmettere il suo sapere senza remore né gelosia. Tanti organizzatori, conteggiatori, insegnanti gli devono la loro vita professionale. Gentiluomo di altri tempi, non iniziava mai un Campionato senza aver portato una rosa a tutte le signore del suo staff. Gianni B8. Così si firmava nella sua corrispondenza federale, prima su carta e poi, obtorto collo, via e-mail, quando la tecnologia si è imposta come strumento di lavoro anche nel Bridge. “Oggigiorno siete solo capaci di picchiare le dita sui tasti! Se salta la corrente siete rovinati.” diceva, redarguendoci tutti. Aveva ragione: lui aveva iniziato a lavorare per il Bridge quando le classifiche si facevano solo ed esclusivamente a mano, tracciando colonne e trascrivendo fiches e centinaia di nomi su enormi fogli compilati nottetempo dai conteggiatori. Era uno dei pochi organizzatori rimasti a conoscere ancora, dettagliatamente, tutti i metodi di calcolo dei punteggi del Bridge. Una cultura oggi dimenticata, perché tutto è gestito dai sistemi informatici. Sistemi elaborati anche grazie a lui. Dimostrando grande intelligenza e capacità di accogliere comunque le innovazioni, negli anni ’90 ha contribuito a sviluppare il software con cui oggi elaboriamo le classifiche durante i Campionati, programmato dal prof. Gianni Baldi con la sua collaborazione. Il programma si chiama appunto “g2b” per le iniziali dei due autori. La sua prodigiosa tempra non lo ha mai abbandonato: ricordava a memoria i codici federali di tutti i tesserati che aveva “battezzato”, l’Associazione di riferimento di tutti gli Allievi, i vincitori di ogni Campionato della Scuola Bridge degli ultimi decenni. Accumulatore seriale di materiale di Bridge, possedeva ancora gli score dei primi tornei che aveva diretto, nonché una delle più vaste collezioni al mondo di bollettini dei Campionati internazionali. Gianni era di Torino, ma viveva a Milano per lavorare nella sede della Federazione. Non si era sposato e non aveva avuto figli, così, dopo la sua famiglia di origine, nel suo cuore c’era la famiglia del Bridge. Quando veniva a mancare un amico, qualcuno che come lui tanto aveva fatto per il nostro sport, Gianni raggiungeva il luogo delle esequie, qualunque fosse, portando con sé l’insegna della Federazione Italiana Gioco Bridge. In chiesa si metteva solennemente in piedi accanto al feretro, tenendo lo stendardo e sventolando la bandiera al termine della cerimonia funebre. Questa volta saremo noi a farlo per lui.

Gianarrigo Rona
Sono incredulo, sgomento, devastato, non mi sembra possibile che Gianni se ne sia andato, così improvvisamente senza alcun segno premonitore. Ci sentivamo spesso, insieme eravamo andati al funerale di Maria Teresa, ci eravamo salutati prima della partenza per le vacanze e ci saremmo sentiti in questi giorni per raccontarci le nostre cose, come facevamo sempre. Gianni è stato un amico vero, un compagno d’avventura, un prezioso collaboratore per tutto l’arco della mia attività bridgistica, sempre disponibile, sempre presente. E’ stato il maestro di tutti noi, di Ghigo, di Massimo, delle nuove leve nell’organizzazione e nella gestione delle competizioni bridgistiche. Sin dalla fine degli anni sessanta, quando brillante studente si era innamorato del bridge e della sua organizzazione e aveva deciso di abbandonare tutto il resto e di dedicarvisi anima e corpo. Lavoratore instancabile, di una pignoleria indescrivibile anche nella cura dei minimi particolari. Incorreggibile brontolone e terribile testardo nel perseguimento del risultato che si era prefisso di raggiungere. Pretendeva da tutti lo stesso zelo che lui ci metteva, financo dal maestro Rodolfo, che affidava a lui la soluzione di tutte le problematiche. È dovuta alla sua lungimiranza la collaborazione con Gianni Baldi, il Professore, e l’ingresso della tecnologia informatica nella Federazione Italiana. È stato per anni la vera anima del bridge torinese, fino a quando nel 1986 dopo la mia elezione alla presidenza della Federazione Italiana l’ho convinto a trasferirsi a Milano. E della Federazione è diventato una colonna portante, un supporto imprescindibile. Mi ha poi seguito nella EBL e nella WBF, sempre con me fino ad oggi durante i campionati dove è sempre stato apprezzato e benvoluto ed ha costituito anche qui un punto di riferimento per tutti. È sempre però rimasto torinese, legato in modo quasi morboso alla sua terra, ai suoi valori, alla sua juventinità, alla sua La Stampa che leggeva quotidianamente e il cui acquisto ogni mattina, credo da quando è venuto al mondo, rappresentava l’immancabile inizio della sua giornata. Noi lo prendevamo in giro per la sua cadenza ed il suo intercalare e lui sempre sorridendo e scuotendo la testa ripeteva con una sorta di bonaria commiserazione “sì, sì, sì, fate pure poverini…”. Amava il bridge, la Federazione, i colleghi, gli operatori e i bridgisti e tutti lo ricambiavano con stima, amicizia e affetto. Era orgoglioso di portare la colonnella della FIGB, la sua colonnella, a porgere l’estremo saluto e l’ossequio agli amici che ci lasciavano. Ed ora purtroppo tocca a noi portarla e porgerla a lui con profonda devozione, con grande rammarico, con immenso dolore, ma con uno smisurato affetto che il tempo non riuscirà a scalfire. Grande Bertuccio, mio colonnello, sei stato una persona splendida, un compagno leale, mi lasci un grande vuoto, ma tanti, tanti meravigliosi ricordi che mi faranno sempre pensare a te con un sorriso. A me si uniscono tutti i tuoi amici e i tuoi estimatori, e sono tanti, forse più di quello che tu immagini, che ti hanno voluto bene e che continueranno a farlo nel tuo ricordo. Ciao Amico mio, fai buon viaggio e goditi una meritata pace.
Un abbraccio
Gianarrigo

   
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